Il lato fresco dei pannelli fotovoltaici

E’ americano lo studio che ha dimostrato come i pannelli solari posizionati sui tetti degli edifici facciano da schermatura per gli interni.

Il professore di ingegneria ambientale della San Diego Jacobs School of Engineering, Jan Kleissl insieme al suo team di ricerca, ha misurato i benefici di raffreddamento dei pannelli fotovoltaici. I ricercatori, mediante l’utilizzo di immagini termiche, hanno stabilito che durante il giorno, il tetto di un edificio ricoperto di pannelli solari è stato di circa 5 gradi Fahrenheit più fresco rispetto ad un edificio con tetto a vista.

Durante le notte, inoltre, i pannelli fotovoltaici contribuiscono a trattenere il calore riducendo in questo modo i costi per il riscaldamento durante i mesi invernali. Il team di ricerca americano ha constatato che l’importo che si risparmia per il raffreddamento dell’edificio è pari a circa ad uno sconto del 5% sul prezzo dell’impianto fotovoltaico.

Il sole che normalmente colpisce il tetto e trasferisce il calore attraverso il soffitto che poi raggiunge l’interno dell’edificio, viene intercettato dai pannelli solari e la maggior parte del calore viene soffiato via dal vento. I benefici aumentano se tra l’edificio e i pannelli è presente una fessura che permette all’aria di circolare. Secondo i ricercatori i pannelli installati hanno ridotto la quantità di calore che attraversa il tetto di circa il 38%.

fonte: pienosole.it

 

Conciliare agricoltura e fotovoltaico: un sogno? Non più.

A Mantova è stato inaugurato il primo impianto “agrovoltaico” d’Europa. Il progetto ideato da REM, azienda leader nel settore del fotovoltaico, ha una potenza di 2,4 MW.

I pannelli ad inseguimento sono posti a 5 metri di altezza e consentono il mantenimento della destinazione agricola originaria. Il terreno sottostante è dedicato alla coltura di frutti rossi, erbe officinali e vedure da tavola. L’impianto non è di ostacolo a mesi agricoli ed evita l’ombreggiamento sul terreno.

 

Per maggiori spunti di riflessione visita il sito www.revolutionenergymaker.com

Drastico calo dei prezzo con il 4 Conto Energia

La battuta d’arresto che è toccata al settore fotovoltaico con il Quarto Conto Energia deve fare i conti con l’eccesso di offerta dei moduli fotovoltaici, che ha provocato un drastico calo dei prezzi. Le continue incertezze legate al ritardo di approvazione dei decreti perla regolamentazione sugli incentivi in alcuni dei principali mercati europei, tra cui quello italiano, ha provocato un aumento imprevisto del volume di invenduto, tanto da generare il crollo dei prezzi dei principali componenti fotovoltaici.

Perdare uno sguardo ad alcuni dati, il prezzo spot del silicio di grado solare ha registrato un calo del -28% rispetto al mese di maggio, quello dei wafers in silicio multicristallino 6″del -23%, fino ad arrivare al -15% delle celle in silicio multicristallino. Scorrendo tutta la filiera, il valore della riduzione diminuisce, tanto che il prezzo dei moduli fotovoltaici risulta più contenuto rispetto ai suoi componenti: – 6,5% per i moduli in silicio cristallino per esempio.

“Questi cali di prezzo significano che in regioni soleggiate si può produrre elettricità dal fotovoltaico a 0,18$/kWh per i grandi impianti e a 0,20 per quelli su tetto. Visto che i prezzi di vendita dell’elettricità in alcuni mercati oscillano tra 0,20 e 0,25 $/kWh,il quadro per il settore, da questo punti di vista, sta diventando veramente interessante”, spiega Michael Liebreich,analista di Bloomberg New Energy Finance. In parole povere l’Italia, avendo i requisiti per essere eletta regione soleggiata, potrebbe arrivare già entro la fine del 2011 a raggiungere la “gridparity” del settore fotovoltaico.

Meno CO2: fotovoltaico o nucleare?

Riversa in atmosfera più CO2 un KWh prodotto dalla scissione dell’atomo oppure uno generato dalla sollecitazione di un raggio di sole ad una cella fotovoltaica?

Se lo sono chiesti gli studiosi americani Vasilis M. Ftenakis e Hyung Chul Kim che hanno analizzato l’intera filiera che porta alla produzione elettrica nei due casi: con il nucleare e con il fotovoltaico.

La produzione elettrica sia nucleare che fotovoltaica ha bisogno di strumenti. Nel primo caso il dispositivo principe è il reattore nucleare formato da barre di uranio arricchito inserito in un grande edificio chiamato centrale; nel secondo un pannello di silicio appoggiato per terra o sopra un tetto.

Nessuno dei due è nato dal niente. Tutti e due sono il prodotto di una filiera produttiva che parte dalla materia prima (il minerale contente uranio per il nucleare e gli scarti di silicio dall’industria microeletttronica per il fotovoltaico) e, attraverso varie fasi di lavorazione, arriva al prodotto finito.

Per quanto riguarda il nucleare, le fasi di produzione comprendono l’ estrazione del minerale contenente uranio, la polverizzazione e separazione dalle scorie, l’arricchimento con isotopi dell’uranio 235, la produzione delle barre di uranio arricchito, la costruzione e lo smantellamento della centrale e il trattamento delle scorie nucleari .

Per il fotovoltaico, si fonde il silicio di scarto della produzione dei microchip e si costruisce il pannello che poi deve essere posizionato e alla fine smantellato.

I due ricercatori hanno concluso che la fonte energetica nucleare produce più gas serra: tra i 22 e i 49 g. CO2-eq/KWh (in media) per il nucleare e 17-39 g. CO2-eq/KWh per il solare fotovoltaico.

Basterà questa consapevolezza a far riflettere sulla scelta nucleare?
Forse no, ma è un dato di cui tenere conto.

Il fotovoltaico per abbattere la crisi, pannelli sulle caserme italiane

 

“L’obbiettivo – spiega il ministro della difesa La Russa – è l’autosufficenza energetica delle forza italiane. Oggi spendiamo per l’energia elettrica tra i 120 ed i 140 milioni di euro. Puntiam

o ad azzererare questi costi in tempi brevi, a tutto vantaggio del bilancio della Difesa e delle casse dello Stato”.

Sarà costituita una commissione composta da vertici militari, due sottosegretari e parlamentari di maggioranza e opposizione. Il tutto a costo 0. Alla commissione il compito di produrre risparmi e creare valore.

Il primo passo sarà l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti delle carceri italiane. Sono già state individuate 64 strutture idonee, ma il progetto bandito dal ministri delle Difesa con la collaborazione del presidente del C.d.A. della Spa mira ad essere molto più ambizioso. “Tantissimi sono gii obbiettivi che intandiamo porci. Sfruttando al meglioanche gli immobili di cui le forza amrate dispongono”- queste la parole del generale Novelli, accolte con entusiasmo dai vertici del servizio di difesa.

Attualmente non è ancora stato accertato se saranno bandite gare d’appalto per commissionare il progetto in via di definizione. L’azienda più acreditata ad oggi è Terna.

 

Quale è il modulo più performante?

 

Quale è il modulo più performante?

Dipende dal terriorio

Ventiquattro tipologie di moduli fotovoltaici provenienti da Europa, Stati Uniti, Cina, Canada e Giappone per monitorare le rese di silicio – mono e policristallino, amorfo e telluro di cadmio.

L’analisi promossa dall’Istituto per le energie rinnovabili dell’Accademia Europea di Bolzano. L’obbiettivo. Monitorare le prestazioni effettive delle differenti tecnologie impegnate per capire quale meglio si adotti alle caratteristiche del territorio.
Nei primi sei anni di vita dell’impianto la performance migliore è stata registrata dai moduli di silicio cristallino e telluro di cadmio.
Il parco sperimentale sviluoppa 62 Kw di potenza. I moduli sono installati in strutture fisse e su integratori solari monoasse e biassiali.

Una recente analisi comparativa condotta in collaborazione con RSE-GSE di Milano ha dimostrato che esiste un legame tra territorio e prestazioni.

 

Realizzare grandi impianti non è più vantaggioso

 

 

Realizzare grandi impianti non sara più così conveniente. Il 4 Conto Energia penalizza fortemente i grandi impianti.
Il decreto interministeriale, entrato in vigore il 5 Maggio 2011 prescrive gli incentivi dal 31 Maggio 2011 al 31 Dicembre 2016.
Da questo momento in poi l’esecutivo si attende la grid parity del fotovoltaico e l’estinzione del sistema di incentivazione.

 

 

In che modo il 4 Conto Energia penalizza gravemente i grandi impianti?

Il 4 conto energia dedica ai grandi impianti per il periodo giugno – 31 dicembre 2011 una soglia massima di 300 milioni. Il semestre successivo 280 milioni a cui verranno sottratti i costi eccedenti all’anno scorso. Piccoli e grandi impianti concorrono a raggiungere l’obbiettivo di potenza installata di 2,69 GW.
Lo scopo della manovra finanziaria è abbattere la speculazione ed incentivare la realizzazione di piccoli e medi impianti. Così da favorire una filosofia di autosufficienza.

 

Quali sono le regole che definiscono un grande impianto?

Il DM 5 Maggio 2011 definisce grandi impianti:

  • gli impianti fotovoltaici realizzati su tetti che hanno un potenza superiore a 1000 KW
  • gli impianti fotovoltaici con una potenza superiore a 200 KW operanti in regime di scambio sul posto.

 


Il fotovoltaico in due parole

Con l’energia solare si azzerano i costi della bolletta e si abbatte l’effetto serra.
Oggi è possibile sfruttare l’energia solare per produrre elettricità con il fotovoltaico e calore con il solare-termico. Il fotovoltaico cattura la radiazione solare e la converte in corrente elettrica.

In Italia già da diversi anni è attivo un piano di incentivazione, denominato Conto Energia, per favorire la realizzazione di strutture autosufficienti a basso impatto energetico. Il conto energia è disponibile sia per uso domestico che industriale e per gli enti pubblici. Il sistema di incentivazione consente al soggetto responsabile dell’impianto di ricevere un premio e contemporaneamente di consumare l’elettricità prodotta.
Il costo di un impianto fotovoltaico è di circa 3000 € per KW/h. Il prezzo varia in funzione delle caratteristiche dei moduli e dell’inverter. Il guadagno annuale è di circa 700 euro. Fatti due conti, è facile intuire come il tempo di ammortizzamento sia

 

inferiore ai dieci anni ed il guadagno finale quasi il doppio dell’investimento.

In questo contesto lo Studio Tecnico Omega progetta e realizza impianti ad energia solare.
Ma come funziona un sistema fotovoltaico?

Schema di un impianto fotovoltaico colegato alla rete elettrica (grid connected)

 

Il pannello fotovoltaico cattura le radiazioni dei raggi solari. Questa é poi adattata dall’inverter ed immessa nella rete pronta all’uso. In alternativa, il sistema é in grado di cedere l’energia in eccesso, quella non utilizzata, alla rete dell’Enel, per poi essere ripresa nei momenti in cui non é disponibile, per esempio come nelle ore notturne, o insufficiente. A fine anno viene contabilizzata l’energia ceduta al Gestore dell’Energia e quella acquistata. L’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico è misurata per mezzo di un secondo contatore ed opportunamente retribuita.

La tariffa incentivante è determinata dalla tipologia di impianto e dalla sua collocazione, se integrato, parzialmente integrato o non integrato.

 

Il decreto prevede inoltre ulteriori premi ed in particolare, le tariffe incentivanti sono incrementate del 10% per gli impianti che utilizzano componenti prodotti in Europa. Per gli impianti di potenza non superiore 200 Kwp è possibile optare per il servizio di scambio sul posto o per la cessione in rete dell’energia prodotta.