Contributi a fondo perduto al 30% per interventi di efficienza energetica

La Regione Veneto attraverso la Dgr 1630 (12/10/2017) ha stanziato 6.000.000,00 euro a favore delle PMI che operano interventi finalizzati all’efficientamento energetico.

SOGGETTI BENEFICIARI 

Micro, piccole e medie imprese venete regolarmente  iscritte al Registro delle Imprese e, nel caso delle imprese artigiane, all’A.I.A., istituiti presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura competente per territorio, da più di 12 mesi alla data di apertura dei termini per la presentazione della domanda.

TIPOLOGIA DI INTERVENTI AMMISSIBILI

Sono ammissibili i progetti che si articolano nelle seguenti tre fasi:

  1. a) valutazione ante intervento del fabbisogno energetico annuo complessivo dell’unità operativa oggetto del progetto. Sono ammissibili le diagnosi energetiche eseguite dal 19 luglio 2016, alla data di presentazione della domanda di partecipazione al Bando.
  2. b) elaborazione e sviluppo del progetto di contenimento dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti attraverso:
  • installazione di impianti produttivi di alta efficienza, di sistemi e componenti in grado di contenere i consumi energetici nei processi produttivi, nonché utilizzo di energia recuperata dai cicli produttivi;
  • interventi “soft” come ad esempio sistemi per la gestione il monitoraggio dei consumi energetici
  • interventi diretti all’efficientamento energetico negli edifici delle unità operative (es. rivestimenti, pavimentazioni ecc.)
  • installazione di impianti di energia da fonte rinnovabile per l’autoconsumo
  • installazione di impianti di cogenerazione per uso industriale
  1. c) valutazione post intervento di raggiungimento dell’obiettivo di progetto nonché di risparmi energetico e di riduzione di emissioni di gas climalteranti attraverso:
  • relazione tecnica asseverata
  • diagnosi energetica

Il progetto deve essere concluso e operativo entro il termine perentorio del 14 dicembre 2018.

SPESE AMMISSIBILI

  1. fornitura e installazione di nuovi impianti produttivi e/o macchinari ad alta efficienza energetica e/o di hardware nonché interventi che mirano all’efficientamento energetico degli impianti produttivi e/o dei macchinari già esistenti;
  2. fornitura e installazione di software necessari al funzionamento degli impianti produttivi e/o dei macchinari e/o dell’hardware (lettera a). Tali spese sono ammesse nel limite massimo dell’importo delle spese di cui alla lettera a);
  3. opere murarie e impianti strettamente necessari all’efficientamento energetico negli edifici delle unità operative oggetto dell’intervento o ad esclusivo asservimento degli impianti produttivi e/o dei macchinari oggetto del programma di investimento, comprese le relative spese di progettazione, direzione lavori e collaudo, nel limite del 70% del totale dei costi ammissibili a contributo. Tra le spese di cui alla presente lettera c) rientrano quelle per la fornitura e l’installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l’autoconsumo (impianti solari fotovoltaici, solari termici, biomasse, ecc.) nonché le spese per la fornitura e l’installazione di impianti di cogenerazione per uso industriale. Le spese di progettazione, direzione lavori e collaudo, incluse nei costi di cui alla presente lettera c), sono ammissibili nel limite massimo di euro 10.000,00 (diecimila/00);
  4. spese tecniche per le diagnosi energetiche ante e post intervento, nel limite massimo di euro 5.000,00 (cinquemila/00);
  5. spese per il rilascio, da parte di organismi accreditati da ACCREDIA o da corrispondenti organismi esteri per la specifica norma da certificare, delle certificazioni di gestione ambientale o energetica conformi EMAS e alle norme ISO 50001 e EN ISO 14001 nel limite massimo di euro 10.000,00 (diecimila/00);
  6. spesa sostenuta per le garanzie fornite da una banca, da una società di assicurazione o da altri istituti finanziari, purché relative alla fideiussione.

I beni devono essere nuovi di fabbrica e utilizzati esclusivamente nella/e unità operativa/e destinaria/e dell’agevolazione.

FORMA E INTENSITA’ DEL CONTRIBUTO

Fondo perduto pari al 30% della spesa rendicontata ammissibile.

L’agevolazione è concessa al massimo di 150.000,00 euro per una spesa rendicontata e ammessa pari a 500.000,00 euro; e nel limite minimo di 24.000,00 euro corrispondenti ad una spesa rendicontata e ammessa pari a 80.000,00 euro.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA

La domanda deve essere compilata e presentata esclusivamente per via telematica a partire dalle ore 10.00 del 02 novembre 2017 fino alle ore 18.00 del 09 gennaio 2018.

Lavoro 4.0: in arrivo nuovi incentivi per la formazione

La misura è un bonus sotto forma di credito di imposta per le spese di formazione del personale aziendale legate alle tematiche relative a Industria 4.0. L’autunno riserverà importanti novità per quanto riguarda le agevolazioni fiscali previste dal Piano Industria 4.0. In particolare, dopo la pausa estiva, si aprirà la fase ribattezzata Lavoro 4.0 che prevede un piano di agevolazioni ad hoc per la formazione aziendale connesse alle misure di Industria 4.0 mirate a sostenere i necessari  cambiamenti del lavoro nella moderna industria digitale. Il tavolo di lavoro vede il coinvolgimento dei Ministeri del Lavoro, dell’Industria e dell’Istruzione che – entro il mese di settembre, in occasione del G7 Industria di Torino – presenteranno una serie di misure destinate alla formazione del capitale umano da inserire nella prossima legge di Bilancio.

Forme di incentivo e obiettivi.

La misura principale è un bonus sotto forma di credito di imposta per le spese di formazione del personale aziendale legate alla digitalizzazione dei processi produttivi e alle tematiche relative a Industria 4.0, nella misura del 50% fino a 20 milioni di euro. Legati alla formazione ci sono anche gli investimenti rivolti ai «digital innovation hub» e sui «competence center» per i quali il Governo ha stanziato, in un primo momento, 20 milioni per il 2017 e 10 milioni per il 2018, ai quali si devono aggiungere ulteriori 10 milioni per il 2018 e 20 per il 2019. Questa “manovra” ha lo scopo di avviare 5-6 poli sul territorio nazionale con l’obiettivo di sviluppare delle imprese completamente rivoluzionate dal punto di vista digitale.

Chi sono i beneficiari.

I principali beneficiari saranno le imprese che hanno già investito in nuove tecnologie e usufruito del Piano Industria 4.0 e che quindi ora necessitano di formare i propri lavoratori. Dello sgravio fiscale potranno beneficiare anche quelle PMI che pur non avendo ancora investito in digitalizzazione, abbiano comunque intenzione di formare i  propri dipendenti in chiave 4.0 in vista di imminenti cambiamenti nel loro reparto produttivo.

 

Etichettatura energetica, in vigore le nuove regole per le classi

Dal 1° agosto 2017 sono entrate in vigore le nuove regole sull’etichettatura energetica degli edifici. Nello specifico il regolamento 2017/1369/Ue, che ha abrogato la direttiva 2010/30/Ue, prevede il riscalaggio delle classi e l’adozione di una banca dati. Sarà comunque previsto un periodo di transizione che prevede, per i fornitori, l’adozione degli obblighi informativi dal 1° gennaio 2019.

 

Etichettatura

Come cambia l’etichetta.

Con l’adozione del regolamento la scala delle classi, che attualmente va da A+++ a G, verrà modificata con l’introduzione del sistema delle lettere da A a G. La commissione Europea ha inoltre stabilito la progressiva sostituzione dei vari regolamenti delegati che ai sensi della direttiva 2017/30/Ue hanno stabilito le regole tecniche per l’etichettatura del consumo energetico.

La creazione di una banca dati.

Secondo quanto disposto dal regolamento “per i modelli disciplinati da un atto delegato immessi sul mercato tra il 1° agosto 2017 e il 1° gennaio 2019, il fornitore, entro il 30 giugno 2019”, deve inserire nella banca dati dei prodotti le informazioni presenti nell’Allegato 1 al Regolamento. La creazione di una banca dati istituita dalla Commissione ha lo scopo di fornire informazioni puntuali sulle conformità di prodotto. L’obbligatorietà dell’iscrizione nella banca dati dovrebbe essere estesa a tutti i dispositivi immessi dalla data di entrata in vigore del regolamento. Per i modelli precedenti l’entrata in vigore della norma non vi è obbligo di registrazione nel data base.

CEI 64-8: pubblicata la nuova Variante 4

È disponibile e in vigore dal 1° Giugno 2017 la nuova Norma CEI 64-8 V4 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1.000 V in corrente alternata e 1.500 V in corrente continua”, che aggiorna la Norma CEI 64-8 alle disposizioni del Regolamento Prodotti da Costruzione UE 305/2011.

La Variante 4 riguarda infatti la scelta dei cavi elettrici destinati ad essere incorporati in modo permanente in opere di costruzione o in parti di esse, così come definito all’articolo 2 comma 3 del Regolamento citato.

Quali altre modifiche sostanziali ci sono?

La Norma CEI 64-8 V4 è destinata a sostituire e/o integrare gli articoli 527.1 “Precauzioni da prendere all’interno di un ambiente chiuso”, 751.04.2.8 “Requisiti delle condutture per evitare la propagazione dell’incendio” e 751.04.3 “Prescrizioni aggiuntive per gli ambienti di cui in 751.03.2” della Norma Cei 64-8:2012, con validità in parallelo fino al 31 dicembre 2017.

Per la validità in parallelo è necessario fare riferimento alla nota indicata nella Variante, che recita: “Secondo il principio giuridico per il quale si applica la norma tecnica vigente al momento della presentazione delle istanze dei titoli autorizzativi e/o dei progetti redatti o di inizio dei lavori di cui in ogni caso si possa avere data certa, antecedente al 1° luglio 2017, i relativi impianti possono essere realizzati e/o completati in conformità alle norme tecniche vigenti prima della data di validità della presente Variante”

 

 

Il cablaggio strutturato: requisito indispensabile

Attenzione se comprate o vendete casa!

Sapevi che il mancato rispetto della Legge 164 annulla il Certificato di abitabilità e rende inagibile l’unità immobiliare? Il cablaggio strutturato è diventato una tipologia di impianto indispensabile in ogni contesto!

Lo Studio è a disposizione per qualsiasi chiarimento, cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.

Monitoraggio energetico: Linee Guida per le diagnosi energetiche nel settore industriale ex Art. 8 del D.Lgs. 102/2014

ENEA, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha pubblicato in data 11/05/17 le Linee Guida ufficiali per il monitoraggio energetico nel settore industriale per le diagnosi energetiche in ottemperanza a quanto previsto dal D.Lgs. 102/2014.
Tutti i soggetti obbligati alla diagnosi nel 2015 dovranno implementare un sistema di monitoraggio energetico entro fine 2017: a partire dalla diagnosi successiva, dovranno infatti essere installati degli strumenti di misura dedicati alla rendicontazione dei consumi energetici dei reparti e servizi aziendali.

MONITORAGGIO ENERGETICO: OBBLIGO O OPPORTUNITÀ?

Considerando la prospettiva di un’azienda, il monitoraggio energetico non deve essere visto unicamente come obbligo, ma offre innumerevoli vantaggi. I principali verranno esplicitati qui di seguito:

1) Analisi e ripartizione dei consumi energetici aziendali
2) Corretta allocazione dei costi energetici sui prodotti-servizi aziendali
3) Individuazione di opportunità di efficientamento ed eliminazione degli sprechi
4) Individuazione di anomalie e programmazione della manutenzione.
Premesso che è impossibile gestire al meglio qualcosa di cui non si ha la misura e non si conosce l’entità, nella maggior parte delle realtà aziendali manca la consapevolezza di come viene effettivamente utilizzata l’elettricità consumata: il monitoraggio energetico è fondamentale per tutti coloro che vogliano intraprendere un cammino verso l’efficienza energetica.
L’obiettivo principale del percorso di efficienza sarà la riduzione dei consumi con conseguente risparmio in bolletta. Vi saranno tuttavia molti altri benefici diretti ed indiretti, quali l’aumento della sostenibilità ambientale e l’efficienza produttiva stessa.
Il monitoraggio energetico è quindi alla base di una corretta fotografia dei consumi aziendali (prima parte di una diagnosi energetica) e dell’implementazione delle successive azioni (seconda parte di una diagnosi energetica).
Tenere monitorati i principali parametri energetici serve anche a convalidare gli studi di fattibilità su possibili interventi di efficientamento. Dati alla mano si avrà uno strumento chiaro di analisi della situazione “ante” e “post” intervento permettendo una puntuale registrazione degli indici di performance energetica.

SOGGETTI OBBLIGATI E SOGLIE MINIME DI COPERTURA

Le linee guida indicano come soggetti obbligati all’ implementazione di un piano di monitoraggio energetico permanente le imprese obbligate alla Diagnosi Energetica, secondo il D.Lgs. 102/2014, che abbiano un consumo di energia riferito al sito produttivo superiore a 100 TEP (ovvero superiore a 535.000 Kwh). Qualora
l’impresa fosse multisito, sarà necessario svolgere un’ulteriore analisi di clusterizzazione per definire quali siti siano soggetti all’obbligo.
ENEA definisce i livelli di copertura minimi richiesti per i dati misurati, rispetto al totale dei consumi ripartiti per attività principali, servizi ausiliari e servizi generali. La copertura per i siti industriali è decrescente con il consumo totale dell’impianto, come riportato nella tabella sottostante:

Monitoraggio energetico

DEADLINE – TEMPISTICHE PER IMPLEMENTARE IL SISTEMA DI MONITORAGGIO

Inoltre le Linee Guida prevedono che per tutti i soggetti obbligati che hanno realizzato la diagnosi nel corso del 2015, il sistema di misura energetica dovrà essere operativo a partire dal 01/01/2018. Sarà infatti necessario avere il 2018 come anno di misure prima della prossima diagnosi a partire dal 2019.
Analogamente per coloro che effettueranno la diagnosi nell’anno n ENEA stabilisce “devono possedere un sistema di monitoraggio che consenta di rispettare le percentuali indicate in tabella e che risulti attivo dal 01/01/n+3”
E’ quindi opportuno attivarsi da subito per definire quali siano le integrazioni da attuare con quanto già presente in azienda. Per fare questo il consiglio è di farsi supportare da consulenti specializzati nell’efficienza e monitoraggio energetico.

Efficienza energetica e bollette: come si può risparmiare?

La parola chiave è efficienza energetica. Mettendola in pratica un’azienda può risparmiare molti soldi senza rinunciare alle prestazioni, anzi. Fare efficienza energetica significa eliminare gli sprechi e di conseguenza abbassare i costi, liberando risorse da investire nel business. Significa anche ridurre l’impatto ambientale, cosa che i consumatori apprezzano molto e può diventare un’ottima leva di marketing.
Per fare efficienza si può agire sui consumi con tecnologie e sistemi che consentono di tagliare la bolletta e si può anche intervenire sul prezzo di acquisto dei vettori energetici, per esempio sostituendoli o integrandoli con energia ‘prodotta in casa’ da fonti rinnovabili tipo eolico o fotovoltaico. La diffusione dell’efficienza energetica è accelerata dalla diffusione di tecnologie IoT al servizio del monitoraggio, controllo e supervisione delle utenze energetiche. Nel contempo l’Internet delle Cose facilita l’integrazione dei sistemi esistenti con le fonti energetiche rinnovabili.

A quanto ammonta la riduzione dei consumi?

Secondo le analisi del Politecnico di Milano, sommando i risparmi teorici conseguibili a seguito dell’adozione delle soluzioni e tecnologie per l’efficienza energetica, e tenendo conto del possibile effetto sostituzione tra le tecnologie stesse, la riduzione potenziale dei consumi energetici al 2020 in Italia è stimabile in 297 TWh all’anno, di cui circa 44 TWh elettrici e 253 termici. Rispetto a questi valori, l’obiettivo che si ritiene possa essere raggiunto in Italia nello stesso lasso di tempo è nell’ordine dei 96 TWh, ossia un terzo di quanto teoricamente a disposizione, a sua volta ripartito tra 21 TWh elettrici (pari a circa il 6% del consumo registrato nel 2011) e circa 75 TWh termici (pari a circa l’11% del consumo registrato nello stesso anno).

Dove e come possiamo sfruttare al meglio l’efficienza energetica?

Guardando ai diversi settori, emerge che quello a cui è associato il maggior potenziale di risparmio atteso al 2020 è il settore residenziale, con circa 51 TWh all’anno (54% del potenziale globale), mentre le tecnologie a cui è associato il maggior potenziale di risparmio energetico atteso sono la cogenerazione (6,24 TWh all’anno) e l’illuminazione (6,17 TWh all’anno) in ambito industriale, pompe di calore (36,7 TWh all’anno) e superfici opache (29,6 TWh all’anno) nel settore residenziale, cogenerazione (4,9 TWh all’anno) e pompe di calore (4,4 TWh all’anno) negli altri settori. Il raggiungimento del mercato potenziale darebbe luogo a un giro d’affari medio annuo da qui al 2020 stimabile in oltre 7 miliardi di euro, di cui circa 2 miliardi di euro riferibili a interventi per l’efficientamento dei consumi termici. Il settore residenziale, con circa 4,3 miliardi di investimenti attesi, è anche il settore a cui è associato il maggiore risparmio atteso (58% del giro d’affari complessivo), seguito dal settore industriale con un potenziale di 2,4 miliardi di euro (pari al 33% del potenziale globale).

Efficientamento energetico e tecnologie sostenibili: in Veneto due bandi per le Pmi

La Regione Veneto ha stanziato due nuove linee di finanziamento, con fondi POR FESR 2014-2020, per le piccole e medie imprese.

Bando per l’efficientamento energetico

Nello specifico, è stato approvato dalla Giunta regionale un bando con una dotazione di 12 milioni di euro (azione 4.2.1) decorrente dal 15 giugno al 31 luglio 2017 per l’incentivazione alle imprese affinché possano contenere la spesa energetica, l’inquinamento e le emissioni in atmosfera, utilizzare in maniera efficiente le risorse e valorizzare le fonti rinnovabili, promuovendo così l’efficientamento energetico.

Bando per la Ricerca e lo Sviluppo

Un secondo bando stanzia 10,5 milioni di euro per la selezione di progetti di ricerca e sviluppo. In particolare, 7 milioni di euro (azione 1.1.4) sono a disposizione per sostenere le attività collaborative di Ricerca & Sviluppo fra Piccole e Medie Imprese per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi. Altri 3,5 milioni (azione 3.3.1) sono invece finalizzati al riposizionamento competitivo di sistemi imprenditoriali di tipo distrettuale o di filiera, per incentivare gli investimenti nei processi di innovazione; al fine di elevare il contenuto tecnologico dei prodotti e dei cicli di produzione, distribuzione e gestione.


Il bando per l’efficientamento energetico, rivolto alle Piccole e Medie Imprese operanti nei settori del commercio, industria, artigianato e turismo e servizi, decorre dal 15 giugno al 31 luglio 2017.
Con l’altro bando la presentazione delle domande di ammissione al sostegno sarà possibile a partire dal 22 giugno fino al 20 luglio 2017.

Lo Studio rimane sempre a Vostra disposizione per qualsiasi chiarimento in materia.

Super e Iper ammortamento per favorire lo sviluppo dell’Industria 4.0

Con la Circolare n. 4/E del 30 marzo 2017, redatta dell’Agenzia delle Entrate e dal Ministero dello Sviluppo Economico, sono state fornite informazioni in merito al “Super e Iper ammortamento per favorire lo sviluppo dell’Industria 4.0”.

La Circolare elenca nel dettaglio tutte le misure fiscali introdotte per dare impulso all’ammodernamento delle imprese e alla loro trasformazione tecnologica e digitale.

Si specifica, in particolare, che l’allegato A alla legge di bilancio 2017 include tra i beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese secondo il modello “Industria 4.0” anche “dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti”.

Il principio delle disposizioni sull’Iper ammortamento è, quindi, anche quello di voler favorire il passaggio al modello “Industria 4.0” attraverso l’ammodernamento o il revamping di beni già esistenti.

Super e iper ammortamento a confronto sulla base del risparmio fiscale

La diversa entità delle maggiorazioni relative al Super e all’Iper ammortamento produce un diverso risparmio d’imposta, come illustrato dalla tabella che segue, che evidenzia gli effetti fiscali di un investimento di 1 milione di euro effettuato da un soggetto Ires per l’acquisto di un bene che fruisce del Super / Iper ammortamento rispetto all’ipotesi di ammortamento ordinario:

Ammortamento ordinario

Super ammortamento (maggiorazione 40%)

Iper ammortamento (maggiorazione 150%)

Importo deducibile ai fini IRES

1.000.000

1.400.000

2.500.000

Risparmio d’imposta (24% dell’importo deducibile ai fini IRES)

240.000

336.000

600.000

Costo netto dell’investimento (1.000.000 – risparmio d’imposta)

760.000

664.000

400.000

Maggior risparmio sul costo netto dell’investimento

9,60%
(760.000 – 664.000)/1.000.000

36,00%
(760.000 – 400.000)/1.000.000

Per aiutarti a far maggiore chiarezza sui vantaggi di Super e Iper ammortamento, stiamo preparando una guida alle agevolazioni, a breve disponibile nel nostro sito.

Nel frattempo, siamo sempre a vostra disposizione per maggiori informazioni, per fornirvi la consulenza e realizzare insieme gli interventi di revamping necessari ad ottenere le agevolazioni fiscali dell’Iper ammortamento.

Allegati alla notizia:

 

 

Il CEI ha pubblicato la Norma CEI 0-21

Il CEI ha pubblicato la Norma CEI 0-21

E’ stata pubblicata la Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica (norma CEI 0-21). “Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica”. La Norma definisce i criteri tecnici per la connessione degli Utenti alle reti elettriche di distribuzione con tensione nominale in corrente alternata fino a 1 kV compreso.

L’applicazione della norma agli utenti attivi è temporaneamente sospesa in attesa della definizione (prevista per fine gennaio 2012) del nuovo allegato del codice di rete da parte di Terna, dedicato alla generazione distribuita.

Inoltre, per gli Utenti attivi, ha lo scopo di:
  • definire l’avviamento, l’esercizio ed il distacco dell’impianto di produzione;
  • evitare che gli impianti di produzione possano funzionare in isola su porzioni di reti BT del Distributore;
  • definire alcune prescrizioni relative agli impianti di produzione funzionanti in servizio isolato sulla rete interna del Produttore. Le suddette prescrizioni non riguardano la connessione dell’impianto di produzione alla rete del Distributore e pertanto non risultano rilevanti ai fini della predetta connessione.
La Norma CEI 0-21, che è stata elaborata di concerto con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ed esplicita le regole tecniche di connessione alle reti di distribuzione di energia elettrica in BassaTensione (BT) su tutto il territorio nazionale, si applica a tutte le reti delle imprese distributrici di energia elettrica.
La presente Norma CEI è stata elaborata da un Gruppo di lavoro specialistico del CEI.
Essa è stata elaborata di concerto con l’Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) ed esplicita le regole tecniche di connessione alle reti di distribuzione di energia elettrica in BassaTensione (BT) su tutto il territorio nazionale: ciò a seguito della liberalizzazione del mercato interno per l’energia che oggi presenta un non trascurabile numero di Imprese in concessione per la distribuzione suddetta.
La presente Norma fornisce le prescrizioni di riferimento per la corretta connessione degli impianti degli Utenti tenendo conto delle caratteristiche funzionali, elettriche e gestionali della maggior parte delle reti in BT italiane. Le prescrizioni tengono conto sia delle esigenze della distribuzione dell’energia elettrica e della sicurezza funzionale delle reti, sia delle esigenze degli Utenti che dovranno essere connessi a queste ultime.
Tutti i Distributori, nel formulare in dettaglio ai loro Utenti le prescrizioni di connessione, attenendosi alla presente Norma, mettono in pratica un comportamento uniforme, trasparente e non discriminatorio sul territorio nazionale.
Le prescrizioni della presente Norma sono finalizzate alla connessione alle reti di distribuzione purché gli impianti dei relativi Utenti siano conformi ad essa.
La presente Norma si applica alle nuove utenze e parzialmente anche alle esistenti: le regole per queste ultime sono fissate dall’AEEG.
Allo scopo di acquisire esperienza sull’applicazione di alcuni paragrafi particolarmente innovativi della presente Norma è previsto che entrino in vigore in date scaglionate successive alla pubblicazione di essa (si veda la Prefazione Nazionale).